
Dopo trenta post l’argomento torna sempre lo stesso: la gestione delle prestazioni funziona quando è continua e orientata allo sviluppo, e smette di funzionare quando diventa un adempimento annuale. Questo ultimo post parla di cosa abbiamo costruito partendo da lì.

I problemi che ci sentiamo raccontare
Sono sei, più o meno in quest’ordine. Sistemi che non si parlano, per cui la stessa persona esiste tre volte in tre strumenti diversi. Manager a cui viene chiesto più di quante ore abbiano. Dati che nessuno riesce a leggere. Dubbi sull’equità che nessuno può verificare. Persone che si sono disimpegnate in silenzio. E un processo che esiste per essere completato, non per essere utile.
Tre principi
Continuo invece che annuale, perché una conversazione che arriva sei mesi dopo è un verbale, non un feedback. Sviluppo invece che valutazione, perché il voto è la parte meno interessante di una review. E dati invece che intuito, che poi vuol dire soprattutto rendere facile verificare quello che si crede.
Nel prodotto diventano: gestione degli obiettivi, feedback continuo, strumenti per gli 1:1, valutazioni, riconoscimento, gestione delle competenze, analisi, e le integrazioni che servono a non finire in una scheda del browser che nessuno apre.

A che punto siamo
TalentRewards è un prodotto giovane, costruito a Bergamo da un gruppo piccolo, e preferiamo mostrarlo che raccontarlo. Se oggi gestite le valutazioni con dei fogli di calcolo e molta buona volontà, è esattamente la situazione per cui è stato pensato.

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