Cos'è una Valutazione a 360 Gradi?

Una valutazione tradizionale gira sul punto di vista di un solo manager, e un manager vede forse il venti o trenta per cento di quello che una persona fa davvero. Un 360 raccoglie il resto: dai colleghi, dai riporti diretti, dal manager, a volte da persone del tutto fuori dal team.

Riunione del team in un moderno ufficio

A chi si chiede, e quando vale la pena

Cinque fonti: la persona stessa, il manager, i colleghi allo stesso livello, i riporti diretti se gestisce qualcuno, e i partner di altre funzioni o i clienti dove il lavoro attraversa un confine.

Ripaga il costo in tre situazioni: i ruoli di leadership, dove la vista del manager è la meno completa; i ruoli che vivono fra team diversi; e lo sviluppo delle persone su cui l’azienda sta investendo. Fuori da questi casi, una forma più leggera di feedback fra colleghi fa quasi lo stesso lavoro con una frazione della fatica.

Due colleghi che parlano al lavoro

Cosa vi dà

Un quadro più completo, ovviamente. Ma gli effetti interessanti sono gli altri tre. Il bias si diluisce invece di concentrarsi su un solo valutatore. La distanza fra come una persona si vede e come la vedono gli altri diventa visibile, ed è la cosa più utile da cui possa partire una conversazione di sviluppo. E i manager finalmente sentono qualcosa su com’è lavorare con loro.

Post-it su pratiche e penne su una scrivania

Dove va storta, e la regola unica

Prima la regola: il 360 si usa per lo sviluppo, mai per la valutazione o per la retribuzione. Nel momento in cui i giudizi toccano i soldi, le persone cominciano a gestire i propri punteggi invece di dare feedback, e la qualità di quello che raccogliete crolla. Non è una sfumatura, è tutto il progetto.

Poi i rischi pratici. Il processo è pesante, sei-nove ore a partecipante contando il tempo di tutti, quindi non fatelo su tutti ogni anno. L’anonimato toglie la paura ma anche la responsabilità, ed è uno scambio, non un guadagno gratis. E il feedback stesso è spesso vago o schiacciato su quello che è successo il mese scorso, il che è un problema di progettazione: chiedete comportamenti osservabili, non aggettivi.

Scegliete da sette a dodici valutatori che lavorino davvero con quella persona. Consegnate i risultati in una conversazione e non in un report, perché un 360 letto da soli di solito atterra male. E finite con due o tre impegni, non con dodici.

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